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SERENE SRL Via Coletto 2
37010 Affi
Italy
https://serenevinibio.it

O nas

Serene è un’azienda vitivinicola certificata biologica dal 2014. Viene gestita interamente con la competenza e l’esperienza quarantennale dalla Famiglia Galber. La tenuta si trova ad Affi, sulle colline orientali del lago di Garda. La superficie è di 24 ettari, di cui 13 a vite. I vitigni storici sono di uve autoctone: Corvina Veronese, Corvinone, Rondinella e Molinara. A questi sono stati aggiunti prestigiosi vitigni internazionali di Pinot Nero, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Syrah. La produzione, ogni anno, è limitata e tutte le bottiglie sono numerate.

Produkty

L'Emma

Vino rosso da Syrah Veronese I.G.T. Vendemmia tardiva 2017.
L’Emma è un rosso di Syrah in purezza, morbido o secco secondo le annate. Emma è la bisnonna di Alessandro e nonna di Stefano, la prima proprietaria della tenuta Serene. Nata il 16 agosto 1903 e cresciuta attraverso le due guerre, acquistò il podere nel ’56. Il nipote Stefano, primogenito ed unico maschio dei suoi nipoti, fu il solo ad interessarsi alla campagna e alla coltivazione della vigna, per portare avanti l’idea del padre, quella di produrre un vino speciale in un territorio vocato naturalmente alla vite e all’ulivo. L’etichetta è tratta da una vecchia foto degli anni Trenta e ritrae la nonna Emma, con un cappellino tipico di quell’epoca di pace tra le due guerre.

Saghè

Vino rosso da Corvina Veronese I.G.T. Vendemmia tardiva 2018.
Il Saghè è un vino rosso morbido, prodotto in purezza con Corvina Veronese, un vitigno autoctono a bacca nera. Il nome dell’etichetta ha una sua storia, come tutti i nomi dei vini Serene: in dialetto veronese ha il significato di ‘cosa c’è’, seguito generalmente da un punto interrogativo; è infatti una domanda quella che ha ispirato questo nome ed è anche molto usata dai veronesi, curiosi di natura e pure ficcanaso, a volte. Era il mese di Novembre 1997 quando Stefano e i suoi due migliori amici decisero di andare a svernare a Cuba e Repubblica Dominicana: il volo atterrava alla capitale di quest’ultima, Santo Domingo, ma per raggiungere la piccola cittadina di Las Terrenas si doveva prendere un aeroplano di piccole dimensioni, anche un po’ sgangherato. Il trio era seduto in coda e uno dei tre amici dormiva saporitamente e sonoramente, pure, visto che russava indisturbato, quando all’improvviso, a causa di uno scossone repentino e inaspettato, dovuto a qualche turbolenza o a chissà quale fenomeno inspiegabile, si svegliò chiedendo in dialetto ‘Saghè?’ per l’appunto. L’episodio resta tuttora nella memoria dei tre amici e ancora viene narrato ripetutamente a tutti i parenti, amici dei protagonisti e clienti, più per spiegare l’origine del nome così insolito per un vino, che per suscitare l’ilarità degli ascoltatori e i degustatori di questo storico nettare. Il disegno dell’etichetta è di Alessandro, il figlio primogenito di Stefano: non aveva ancora sei anni, quando fece uno schizzo su un foglio di carta assorbente col pennarello rosso. Sono rappresentati un albero di Natale, un dinosauro e un grande sole. Il foglio fu consegnato ad un grafico e tornò stampato sull’etichetta delle bottiglie.

Lune

Pinot Grigio D.O.C. Delle Venezie. Vendemmia 2019.
Lune è un bianco fermo, ottenuto o da Pinot Grigio o da Pinot Nero, secondo le annate. La storia del nome parte da lontano, per contrastare il nome di un vino rosso che si chiamava Soli, ormai fuori produzione: Soli, come plurale di Sole del nostro sistema solare, circondato da pianeti e satelliti, quindi anche la Luna, oppure ‘soli’, inteso come aggettivo, ma nella sua accezione positiva di ‘finalmente liberi’. A voi la scelta, secondo il vostro umore, perché Lune ricorda anche gli umori neri, le melanconie in senso stretto, quelle che prendono le persone sensibili e a volte insicure. L’etichetta di Lune fa coppia con quella di Saghè, le sole due disegnate e non scaricate dall’album di foto di famiglia e insieme raccontano quasi tutto del loro artefice.